Archives 21 novembre 2015

Parafoné

Il Fatto Quotidiano

Passiamo ora a un lavoro che arriva dal profondo sud, dalla Calabria, un album col quale iParafonè danno seguito a un’esperienza nata oramai nel lontano 2002. Si chiama Amistà il disco del collettivo musicale calabrese che, per l’occasione, si apre a diverse collaborazioni, alcune anche di calibro internazionale. Il repertorio timbrico tradizionale calabrese (zampogna, lira, organetto, ecc.) si fonde in questo coinvolgente lavoro a strumenti provenienti da culture e paesi medio-orientali (tabla, saz, bouzuki, darbuka, ecc.), in un incontro che vuole tradurre in musica un concetto oggi più che mai necesario, vitale, essenziale: siamo un unico popolo, aldilà del fanatismo, dell’avidità e delle conseguenti barbarie che di questi tempi sconvolgono la vita dei civili di mezzo pianeta. Con l’aggiunta poi del basso elettrico e della batteria acustica, l’ultimo lavoro dei Parafonè si inserisce appieno in quella che può essere definita vera e propria world music: una finestra che dal profondo sud d’Italia, dalla bella e calda Calabria, guarda con meraviglia e passione al resto del mondo.

 

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